OCCUPAZIONE E MUTUALITÀ INTERNA PER ITACA SONO AL PRIMO POSTO

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Orietta Antonini con il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti

Pordenone

Occupazione e mutualità interna per noi di Itaca sono caratteristiche fondanti, nonostante il perdurare della crisi economica scoppiata nel 2008, che ci ha consegnato un sistema socio economico definitivamente ridimensionato in termini di risorse economiche. In questa luce, secondo noi, vanno letti i risultati raggiunti dalla nostra Cooperativa nel corso del 2014, risultati incoraggianti, tutti con il segno “più”, anche se dai trionfalismi preferiamo restare lontani. Lo abbiamo evidenziato all’Assemblea generale ordinaria dei delegati lo scorso 27 maggio a Pordenone, alla presenza del presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti, all’interno della quale abbiamo approvato il bilancio 2014 della Cooperativa sociale Itaca.

Qui alcuni scatti dell’Assemblea di Pordenone, photogallery completa qui

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LA MUTUALITÀ INTERNA

I lavoratori mediamente occupati sono stati 1.518 (con un importante incremento del 5,1% rispetto allo scorso esercizio, che a sua volta aveva segnato un +3%), di cui il 76,4% (+1% rispetto al 2013) rappresentato da socie e soci. Di questi, la media dei soci lavoratori è pari a 1.160. I soci lavoratori mediamente occupati nell’anno sono stati il 76,42% dei lavoratori totali, ma il relativo costo del lavoro è stato pari all’82,56% del costo complessivo. E’ un dato interessante da leggere nel contesto del vantaggio mutualistico.

La quantificazione monetaria della mutualità verso i soci lavoratori è stata pari a 536 mila euro (in costante incremento negli ultimi tre esercizi) ed ha interessato un vastissimo numero di soci, anche attraverso una più accentuata diversificazione degli strumenti. Volendo evidenziare gli interventi più significativi e quantificabili (anche se non tutta la mutualità è traducibile in vantaggio economico), evidenziamo gli inquadramenti migliorativi e l’introduzione del sesto scatto di anzianità (che insieme fanno il 60% della mutualità complessiva), gli strumenti riconducibili alla conciliazione (dall’integrazione al 100% della maternità ad erogazioni di servizi e voucher) e la remunerazione del prestito sociale. Quanto alla Sanità integrativa, essa non è più una voce di mutualità da quando è diventata (a fine 2013) previsione contrattuale per tutti i lavoratori.

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ASSEMBLEE SEPARATE

Dell’adozione del Modello Organizzativo Gestionale a norma del D. Lgs 231/2001 abbiamo già accennato in altre occasioni e ne abbiamo parlato anche nel corso dell’Assemblea con Graziano Maino, a capo dell’Organo di Vigilanza esterno. Un elemento che, assieme all’introduzione dell’istituto delle Assemblee Separate, sarà da tenere in considerazione in vista di una più adeguata caratterizzazione e valorizzazione della struttura e attività di Itaca, anche per gli anni a venire.

Siamo tutti consapevoli che le dimensioni raggiunte dalla nostra Cooperativa, se da una parte facilitano l’attivazione di economie di scala e di processi di ottimizzazione, dall’altra comportano la richiesta di un maggior impegno al Consiglio di Amministrazione (ma non solo) per promuovere la cultura cooperativa verso gli attuali soci, che hanno superato la soglia delle 1200 unità.

E’ proprio con questo pensiero che il Consiglio di Amministrazione ha lavorato per cercare modalità partecipative che consentissero un più concreto avvicinamento alla vita sociale. Da questo attento lavoro, che ha toccato ed analizzato diverse opzioni, è nata la scelta di introdurre nel nostro Statuto il meccanismo delle Assemblee Separate, deliberato dall’Assemblea straordinaria a dicembre 2014.

E’ una scelta sperimentale, nata dalla convinzione che la fatica insita in questa nuova modalità assembleare possa essere compensata da una maggior partecipazione, interessata e di qualità.

 

BILANCIO 2014

Anno 2014 Anno 2013 Variazione
Ricavi totali dell’anno(Valore produzione) € 38.841.603 € 37.428.098 + 3,8%
Costo del lavoro € 31.094.272 € 29.945.166 + 3,8%
Altri costi della produzione € 7.330.041 € 7.041.795 +4,0
Costi finanziari netti € 27.352 € 25.971
Imposte € 63.932 € 135.735
Altri oneri € 3.187 € 932
Utile netto € 309.192 € 280.363
% 0,8 0,7

 

I ricavi sfiorano i 39 milioni di euro e l’utile a € 309.192 indica una marginalità costantemente vicina al punto di pareggio ma ancora positiva. Da segnalare come i valori progrediscano in maniera lineare, segnalando una coerente capacità gestionale.

In particolare, quanto ai ricavi, segnaliamo che anche nell’esercizio 2014, come nei precedenti esercizi, registriamo un incremento dei ricavi (+3,3%) seppure in misura inferiore agli anni precedenti (+3,5% nel 2013, +5,8% nel 2012 e +7,8% nel 2011) cosa tutt’altro che scontata, considerato il difficilissimo contesto economico in cui ci stiamo muovendo.

Ma qui vale la pena evidenziare il tratto comune che ha contraddistinto questo risultato: è un incremento che riguarda quasi tutte le aree, fatto per piccoli pezzi, per integrazioni di singoli servizi, per interventi legati al territorio. Un tratto importante e significativo, che dice molto del lavoro quotidiano, minuzioso e coerente svolto nei nostri servizi. Uno sforzo particolare è stato rivolto inoltre al mantenimento degli appalti in scadenza, caratteristica che contraddistinguerà anche l’esercizio 2015.

Particolarmente significativo, come sempre, è il dato del costo del lavoro, che rappresenta la voce di costo più importante con un’incidenza sui ricavi diretti (cioè senza considerare le gestioni prodotte da altre cooperative in Associazione temporanea di Impresa), che tocca per la prima volta l’87%. La precisazione non è secondaria, perché nel 2014 (con decorrenza primo gennaio) è stata erogata l’ultima tranche prevista dalla piattaforma del CCNL Coop sociali – che negli ultimi tre esercizi ha prodotto un aumento medio del costo del lavoro complessivamente del 7%.

Per questo è particolarmente indicativo il risultato ottenuto, che evidentemente si è prodotto anche e soprattutto grazie alle economie di scala realizzate nella tecno-struttura, e alla capacità di contenere i costi di produzione e indiretti frutto dell’impegno delle equipe di lavoro e dei molti coordinatori che operano nei servizi.

Ancora una volta è bene soffermarsi sulle dinamiche vigenti tra le Associazioni Cooperative e le Organizzazioni Sindacali – che comunque si riflettono in termini problematici sugli andamenti della gestione.

Parliamo da una parte dell’intempestività degli accordi di rinnovo: in effetti oggi stiamo ancora parlando, paradossalmente, degli effetti di un contratto scaduto nel 2012. E’ evidente che questa intempestività preclude alla radice qualsiasi residua possibilità di adeguamento delle tariffe – al netto delle richieste di spending review, di indicizzazioni azzerate se non negative stante la cronica situazione di crisi se non addirittura di recessione, e di basi d’asta inadeguate nei nuovi appalti. E dall’altra parliamo, come già evidenziato l’anno scorso, dell’interpretazione ondivaga che viene applicata su alcuni istituti previsti dal contratto di lavoro; un esempio riguarda il corretto inquadramento degli operatori Oss, introdotto nell’ultimo rinnovo, che alcune grandi cooperative operanti anche nei nostri territori, ritengono vada applicato solo in relazione alle strutture ospedaliere e sanitarie: la differenza di inquadramento quantifica un 3% di costo (e di busta paga), in più o in meno.

E’ abbastanza chiaro che questo contesto impone scelte volte principalmente alla tutela dei lavoratori, per garantirne il più possibile qualità e continuità: anche per questo si è ritenuto di mantenere intatto in bilancio il Fondo per futuri oneri contrattuali, che ad oggi ammonta a € 450.000.

Orietta Antonini

Presidente

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